Tre udienze per il futuro del TLT: tre udienze per il nostro futuro

2 07 2013

10, 17, 24 LUGLIO: TRE UDIENZE PER IL DIFETTO DI GIURISDIZIONE E PER IL FUTURO DI TRIESTE
Il mese di luglio sarà ad alta intensità per Trieste ed il suo futuro. Un futuro che si discute nelle aule giudiziarie dove i cittadini che disconoscono la sovranità dello Stato italiano sulla loro terra, la Zona A del Territorio Libero di Trieste, hanno sollevato il difetto di giurisdizione.
Sempre più triestini lo stanno facendo, nei procedimenti penali, civili, fiscali. Centinaia di persone hanno già dichiarato l’incompetenza di giudici che agiscono senza alcun mandato al di fuori del territorio della Repubblica italiana imponendone le leggi in violazione del Trattato di Pace di Parigi del 1947, e obbligando i cittadini di un territorio dato in semplice amministrazione civile provvisoria al Governo italiano a rispettarle sotto  la minaccia della repressione.
Repressione che significa condanne con spoliazione dei beni e rischio di carcere per i legalitari che si appellano al diritto internazionale. Perché la giustizia del Paese occupante non può tollerare che il proprio ordinamento illegale venga messo in discussione dai “ribelli”.
Ma ora i “triestini” hanno alzato la testa: dopo sessanta anni di sottomissione stanno dicendo basta.
E lo fanno con la forza di quel diritto impunemente calpestato da uno degli Stati fondatori dell’Unione Europea. Un anno e mezzo di lotte sul fronte giudiziario stanno ora portando l’Italia a dovere decidere se affermare o meno con le sentenze dei propri magistrati l’invalidità dei trattati internazionali sottoscritti che determinano lo status giuridico di Trieste e del suo porto.
Si tratta con ogni evidenza di una responsabilità pesantissima e di cui si renderebbero pienamente responsabili i giudici che dovessero decretare con le loro sentenze la sovranità della Repubblica italiana sul Territorio Libero di Trieste. Una decisione gravida di conseguenze sul fronte internazionale e che determinerebbe come in un effetto domino la cessazione del Porto Internazionale di Trieste e dei suoi punti franchi.
La comunità internazionale potrebbe tollerare questo? Potrebbe tollerare che un singolo Stato, uno Stato sconfitto durante la seconda guerra mondiale riscriva unilateralmente  trattati e accordi sottoscritti da tutte le Potenze alleate? Il caso Trieste è un severo banco di prova per l’ordinamento mondiale. L’esproprio dei beni inalienabili e internazionalmente protetti del Porto Libero di Trieste avrebbe ad esempio come conseguenza la modifica delle regole per i punti franchi a livello mondiale. Che non potrebbero essere più garantiti, non essendoci più alcuna certezza di diritto. Qualsiasi Paese potrebbe portare ad esempio il caso Trieste per decidere di muoversi a propria discrezione in ogni conflitto dovesse sorgere: un caos pericoloso per gli equilibri planetari.
Ecco perché sono tanto importanti queste udienze che nella calda estate del 2013 si terranno nel capoluogo del TLT. Qui i triestini stanno difendendo non solo la propria Patria, ma anche il futuro di un mondo basato sulla ferma difesa della legalità e dei diritti universali.
Ecco di seguito i procedimenti penali e civili con i diritti di Trieste e del mondo in prima linea:
  • 10 luglio alle ore 16 presso la Commissione Tributaria provinciale di Trieste in Via S. Anastasio 12 II° piano, per la prima volta in udienza pubblica il tribunale tributario italiano si esprimerà in primo grado sul difetto di giurisdizione sollevato dal ricorrente;
  • 17 luglio alle ore 12 al Tribunale di Trieste – Foro Ulpiano 1 – (stanza 113 piano terra) per la prima volta la sezione penale con giudice monocratico inizierà la discussione sulla validità del Memorandum di Londra del 1954, ovvero del trattato internazionale in vigore  che assegna tuttora la semplice amministrazione civile provvisoria della Zona A del TLT al Governo italiano; 
  • 24 luglio alle ore 10 presso la sezione civile del Tribunale di Trieste prima udienza del procedimento in cui è stata dichiarata l’inesistenza giuridica della Corte di Appello di Trieste con citazione a giudizio del Governo italiano.
Appoggiare questi cittadini coraggiosi che si battono, senza timore davanti ai giudici di un Paese che li sta occupando, per affermare il diritto della legalità contro il sopruso dei prepoteri di Stato, è un dovere civile per tutti quelli che credono nel riscatto di Trieste. E nel valore assoluto di questa battaglia per i principi fondamentali su cui sono erette le fondamenta degli attuali sistemi democratici.
fonte originale: QUI.
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