Office in Cloud

13 07 2011

Con Office 2010 online, molti scopriranno il Cloud Computing. Ecco quello che ci aspetta.

Introduzione

Microsoft ha deciso che Office 2010 avrà una versione online e gratuita, disponibile a chiunque voglia usarla. È questo l’annuncio del quale ci aveva informati Robert Scoble, qualche giorno fa, e che secondo lui aveva spinto Google, come contromossa, ad annunciare Chrome OS.

Non si tratta di Google che vuole coprire Microsoft o viceversa; si tratta di una nuova tappa nell’evoluzione della rete. Il cloud computing, cioè la fruizione di applicazioni e servizi tramite internet, in remoto, con Office 2010 diventerà un fenomeno noto a tutti, e probabilmente cambierà la faccia della rete e il modo in cui usiamo il computer.

Ebbene sì, il cloud computing è il futuro della rete e quello di tutti noi, che alla rete accediamo tutti i giorni, o quasi, e quotidianamente usiamo un computer per gli usi più disparati. Continueremo a fare le stesse cose, ma in un modo radicalmente diverso, le cui possibili evoluzioni sono quasi imprevedibili.

Cos’è il cloud computing

Il concetto di cloud computing è più semplice di una sua ipotetica traduzione. Fino ad oggi siamo abituati ad accendere un computer e ad avviare un programma (software) che permette la creazione e modifica di documenti, la riproduzione di musica e video, l’invio di una mail o il ritocco di una fotografia.

C’è tuttavia un grande spartiacque che tutti possono capire chiaramente: alcune attività si possono svolgere offline e altre necessitano di una connessione a Internet. Posso avviare Word e scrivere una lettera, senza dover accedere a Internet, ma se voglio inviare una mail, è necessaria una connessione al Web.

Il cloud computing mette in discussione questo semplice concetto, e sposta online tutte, o quasi, queste attività. Questo significa che se volete scrivere una lettera, probabilmente non avvierete più Word, ma aprirete il browser e digiterete un determinato indirizzo WWW. Il cloud computing si basa sul concetto di “Web Application”, vale a dire applicazione su web.

Il computer, quindi, dovrà avere solo la potenza necessaria ad eseguire Internet Explorer (o Firefox, Chrome, Safari, etc) – Quando Eric Schimdt ha detto “il browser è il computer“, si riferiva esattamente a questo.

In informatica con il termine inglese di Cloud Computing si indicano un insieme di tecnologie che permettono sia di memorizzare/archiviare dati che di elaborarli (con CPU o software) mediante risorse distribuite in remoto su una rete [Wikipedia]. Iniziare con un po di accademia non fa mai male soprattutto se serve a chiarire quelli che sono i concetti base su cui andremo a parlare. Cloud Computing non è una moda recente, è una esigenza sentita ormai da molti anni, a partire dalle grandi aziende certo ma sempre più di pubblica utilità grazie alle nuove tecnologie di comunicazione e di conseguenza nuovi device che la sfruttano in maniera appropriata.

Definire quelle che possono essere le esigenze che spingono privati e aziende all’utilizzo di serivizi “sulla nuvola” non è semplice, di certo l’esigenza comune a tutti è quella di risparmiare. Risparmio in termini di costi di gestione e di storage (aziende principalmente), risparmio proprio in acquisto di spazio, perché portarmi dietro una chiavetta USB da 4GB quando posso avere molto più spazio in Cloud ed accedervi da Smartphone/Tablet/Computer da qualsiasi parte io sia?
Non facciamo l’errore di considerare il cloud come un Hard Disk esterno remoto solamente, di certo lo storage rappresenta il primo tassello di una serie di servizi che il Cloud Computing sarà in grado di offrire.


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